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…”….cantori e poeti hanno sulle spalle il fragile edificio della cultura sarda ; fragile perché affidata alla parola e non alla pagina scritta….” .

                                                                 Leonardo Sole.(Linguista)

 

La poesia gallurese è tanto antica che si perde nella memoria, affidata com’è alla trasmissione orale e all’improvvisazione , riflette la realtà socio-economica di una società agricolo-pastorale in movimento , con situazioni che seguono la vita di tutti i giorni.

I lavori si ripetono ciclicamente all’esaurirsi e al ritorno delle stagioni e sono legati a piccoli o grandi problemi della quotidianità degli stazzi , dei piccoli villaggi e dei paesi della Gallura antica .

Le feste patronali o quelle campestri legate al Santo della cussorgia, i lavori di gruppo come la cardatura della lana “lu graminatògghju” , la vendemmia “la bibbenna” , la mietitura “la missèra” , fidanzamenti “abbràcciu” e matrimoni “affidu o còiu” , ispirano ai poeti i canti .

Il poeta è cantore ma anche un “regolatore” della vita civile fatta di leggi da cui non si può deviare.

Il detto gallurese “Mih chi ti ponini la canzona !” , ammoniva coloro che vivevano con sregolatezza di costumi richiamandoli a comportamenti più rispettosi e decorosi.

Il poeta gallurese racconta, esprime e rappresenta la realtà sociale del parlare per immagini e per similitudini e maschera con doppi sensi se è alla presenza di bambini .

Nella vita dello stazzo della Gallura del Sette-ottocento la poesia era una delle poche attività culturali esistenti e ricorrente come ingrediente fisso , insieme ai racconti : “li conti di fucili” , negli incontri periodici serali che le famiglie della cussorgia si scambiavano . Si improvvisavano “mottetti” si ripetevano a memoria “canzoni” di famosi poeti , si formulavano indovinelli         “abisa- abisa” e si cantavano filastrocche per i più piccoli.

Così , intatte e incancellabili , nella memoria di chi le ha ripetute sono arrivate fino a noi .

Ricordare la figura di alcuni di questi fini cantori e poeti , vuol dire onorare la loro carriera e insieme a loro tutti gli estimatori , rendendo giustizia a quegli uomini e a quegli appassionati che hanno tenuto, nel tempo , ben alta la bandiera del nostro canto popolare.

 

                          

 

 

   

 

 

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